igoroom

This is my web room, where I will publish all that I like and share what I think. My bedroom is a very important place for me, it's nearly a "holy" space : I set up it maniacally in every detail.. I will try to repeat the same process in this web room with #webpeople help too. com'on !
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Utile rappresentazione grafica per capire come l’utilizzo di internet stia subendo determinati cambiamenti, a causa di una diffusione sempre maggiore di mobile device e applicazioni. Il dato riguarda il mercato degli Stati Uniti, ma come noto determinate “tendenze”, specie nel mondo interconnesso nel quale oggi viviamo, impiegano davvero poco ad attraversare l’Atlantico. Che poi tanto tendenze non sono, poiché pare stia cambiando proprio la fruibilità di determinate attività, o lifestyle. Per quanto mi riguarda, penso di utilizzare ancora più il web se confrontato con il tempo trascorso sulle applicazioni. Anche se, devo ammettere, nell’ultimo anno e mezzo l’aumento di applicazioni, specie per alcune attività, è aumentato non di poco. Con un MacStore, un Google Play, un Amazon Store e mobile device così affamati di fette di mercato, il web sta subendo una vera e propria metamorfosi…non c’è dubbio.


Source: comScore


IDG

(via burdies)

How people spent their time on line. 

nice, license plate !

talking about Piratpartiet…

è uno scherzo?… forse no.

La prima volta che mi capitò di leggere qualcosa sul loro conto, vi dico la verità, non gli ho dato granché peso, data la mia carenza di informazioni e di conoscenze a riguardo. Un articolo del 26 marzo ha però “stuzzicato” troppo la mia curiosità e la ricerca ha preso il sopravvento. Piratpartiet è un partito a tutti gli effetti in alcuni Paesi, ancora un movimento in altri, pertanto merita le giuste precauzioni, sia perché sto continuando a reperire materiale, sia perché l’argomento non è di quelli mainstream. Quindi, faremo dell’ordine il nostro cavallo di battaglia, partendo dagli albori. Probabilmente, avendo letto la parola «partito» vi sarete già annoiati e vi capisco, date le circostanze alle quali siamo “abituati”, ma tenete duro poiché potrebbe interessarvi. Come già detto il Piratpartiet (letteralmente: Partito Pirata, in italiano) è un partito nato in Svezia nel 2006 per mano di Rickard Falkvinge, con l’intento di controbilanciare il copyright e il diritto d’autore in generale, troppo spesso utilizzati per mero interesse economico, a scapito dello sviluppo culturale. Da quell’anno in poi, questa iniziativa si è diffusa a livello mondiale, diventando un movimento internazionale. I punti cardine sono il rafforzamento dei diritti civili, la democrazia diretta e partecipativa (e-democracy, in questo caso), la trasparenza, la libertà d’espressione, la libertà della circolazione della conoscenza e la protezione dei dati personali, ergo trasparenza everywhere. Oltre al programma, sicuramente ambizioso, e alle modalità di svolgimento di tali azioni, è giusto segnalare anche come il Partito dei Pirati ha cominciato ad ottenere risultati rilevanti. Il caso più eclatante riguarda la capitale tedesca, nella quale il Partito è riuscito, durante le elezioni amministrative, a conquistare 15 seggi. Si può notare quanto la sua azione sia destinata a muoversi verso il cuore dell’Europa, essendo la Svezia l’epicentro. A Berlino, dopo la sua ottima performance, viene preso in considerazione da colossi come la CDU di Angela Merkel e l’SPD, poiché non più ritenuto semplice movimento di protesta. In Italia il fenomeno è sì presente, ma poco noto. Tenendo presenti le difficoltà della cosmopolita Berlino, molti analisti cominciano a pensare già a quale sarà il risultato elettorale nel 2013, anno in cui la Germania sarà chiamata al voto. I numeri parlano chiaro: nell’ultima tornata il Piratpartiet ha raggiunto il 2%, piazzandosi al primo posto tra i partiti esclusi dallo sbarramento (5%), quindi in molti credono che potrebbe ottenere un buon risultato, viste le problematiche che si stanno abbattendo sull’intera classe politica teutonica. In Italia il Piratpartiet si avvicina in prima battuta  al Movimento 5 stelle, per il modo in cui si relaziona con il proprio elettorato; ovviamente il mio è un semplice paragone, tendenzialmente azzardato per rendere l’idea. Tecnicamente l’idea del Partito dei Pirati, per quanto riguarda la partecipazione, vuole andare al di là degli appartenenti al partito stesso, assumendo la forma di una community e avvalendosi di un software, LiquidFeedback, piattaforma di e-democracy con la quale, dopo la procedura d’iscrizione, si può iniziare a proporre “istanze” che verranno successivamente votate entro i termini. La peculiarità sta nel fatto che il voto non viene dato a persone o rappresentanti, bensì alle istanze stesse. Siamo di fronte ad una forma virtuale di democrazia diretta. Dopo questa lunga parentesi riguardante l’ottimo risultato berlinese, va segnalato che in Saarland, uno dei 16 Länder tedeschi, il Piratpartiet durante le consultazioni, ha registrato al di là delle più ottimistiche aspettative un consenso pari al 7,4 %, diventando il quarto partito alle spalle di Cdu, Spd e Die Linke, superando addirittura una realtà da tempo affermata in Germania come quella dei Verdi. Il Partito dei Pirati ha fatto molto di più: considerando il calo nella partecipazione al voto, passata dal 67% al 62%, i “Pirati” sono andati contro un trend visibilmente negativo, riuscendo addirittura a consolidarsi. Insomma, tutto da scoprire e da analizzare questo nuovo fenomeno non credete?


stay tuned

IDG

Golden Gate Bridge

Golden Gate Bridge

(via burdies)

vademecum 

(via burdies)

also rubbish could be beautiful

(via thisbigcity)